lunedì 14 settembre 2015

COMUNICATO STAMPA: UN REFERENDUM IN DIFESA DEI MARI ITALIANI!

Comunicato Stampa


UN REFERENDUM IN DIFESA DEI MARI ITALIANI!


In 200, tra organizzazioni e persone del mondo accademico, culturale, sociale, politico e artistico, scrivono alle Regioni italiane: «chiedete un referendum per difendere il nostro mare!»

Circa 130 associazioni e 70 persone del mondo accademico, culturale, sociale, politico, artistico, hanno risposto all’appello del Coordinamento Nazionale No Triv e sottoscritto una lettera, che è stata inviata oggi alle Regioni italiane per chiedere ai Consigli regionali di deliberare urgentemente una richiesta di referendum abrogativo.

Tale richiesta ha un obiettivo molto chiaro: fermare i progetti petroliferi in mare, sbloccati nel 2012 dal Governo Monti. Essa deve essere deliberata e depositata entro il prossimo 30 settembre da almeno cinque Regioni. Con ciò si eviterebbe la raccolta di 500.000 firme e si consentirebbe ai cittadini italiani di andare a votare nella primavera del 2016.
Senza questo referendum, svolto in tempi brevi, i procedimenti per progetti petroliferi riavviati dall’art. 35 del “Decreto Sviluppo” e tuttora in corso si chiuderanno rapidamente, anche grazie all’accelerazione impressa da alcune norme dello “Sblocca Italia”.

Il Coordinamento Nazionale No Triv e le associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa invitano tutti i sottoscrittori dell’appello a prendere parte alla conferenza stampa, indetta per il giorno 11 settembre, ore 11, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati – Piazza di Montecitorio, Roma.

*****
Hanno sottoscritto la lettera:

Paolo Maddalena, Nadia Urbinati, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino, Vezio De Lucia, Barbara Spinelli, Dacia Maraini, Piera Degli Esposti, Anna Donati, Sandra Bonsanti, Monica Frassoni, Marco Boschini, Eugenio Finardi, Edoardo Salzano, Luca Nivarra, Guido Viale, Ugo Mattei, Domenico Gallo, Gianni Silvestrini, Sabina Guzzanti, Bengasi Battisti, Mauro Gallegati, Paolo Berdini, Antonio Ingroia, Pancho Pardi, Ivano Marescotti, Maurizio Pallante, Giovanni Dosi, Salvatore Borsellino, Enzo Di Salvatore, Felice Carlo Besostri, Tomaso Montanari, Domenico Finiguerra, Annalisa Corrado, Chiara Sasso, Patrizia Gentilini, Fulvio Vassallo, Paolo Cacciari, Alfonso Pecoraro Scanio, Fulvio Grimaldi, Felice Casson, Elena Aga Rossi, Giancarlo Costabile, Angela Alessandra Milella, Albina Colella, Laura Cima, Daniela Padoan, Marco Santarelli, Annalucia Bonanni, Giovanna Bellizzi, Roberta Radich, Antonella Leto, Emilio Zecca, Alessandro Pertosa, Anna Falcone, Pietro Dommarco, Domenico Gattuso, Francesco Baicchi, Silvia Manderino, Maria Ricciardi Giannoni, Maria Paola Patuelli, Sacha Nadia Tolomeo, Egidio Galvan, Bruno Tenore, Teri Volini, Massimiliano Coclite, Massimiliano D’Urbano, Arturo Valiante, Stefano Boffi, Alex Paolini, Brunori Sas, Teresa Tacchella, Alberto Zoratti, Agostino Ferrente, Carlo Di Marco.

1) Coordinamento Nazionale No Triv
2) Slow Food Italia
3) Legambiente
4) Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori – Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio
5) Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi
6) Associazione Primalepersone
7) Rete per la Costituzione
8) GRE – Gruppi Ricerca Ecologica
9) Associazione Italia che Cambia
10) OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista
11) CIUFER – Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali
12) Coordinamento Nazionale Per la Scuola della Costituzione
13) Azione Civile
14) Coordinamento No Triv – Abruzzo
15) Coordinamento No Triv – Basilicata
16) Coordinamento No Triv – Lombardia
17) Coordinamento No Triv – Campania
18) Rete Siciliana No Triv
19) Coordinamento No Triv – Terra di Bari
20) Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
21) Mediterraneo No Triv
22) Comitato No Triv Licata
23) Comitato No Triv Bella
24) Comitato No Triv Brindisi di Montagna
25) Comitato No Triv Salute e Ambiente – Cento
26) Comitato No Triv Grassano
27) Comitato No Trivelle Capo di Leuca
28) Comitato No Triv Reggio Emilia
29) Comitato No Triv San Fele
30) Comitato No al petrolio nel Vallo di Diano
31) Comitato No Petrolio Alta Irpinia
32) Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili
33) Comitato di Difesa della Salute & Ambiente Molise
34) Associazione Abruzzo Beni Comuni
35) Associazione L’Albero Vagabondo
36) Associazione Zero Waste Sicilia
37) Garganistan Movement
38) Apnea Pantelleria Onlus
39) Tavolo tecnico di Tutela ambientale – Piana di Gioia Tauro
40) Cobas Scuola – Potenza 
41) Italia Nostra – Vulture Alto Bradano
42) Comitato Cittadini Democrazia e Partecipazione Bordolano
43) Appello per L’Aquila
44) Gruppo “Rottama Italia” di Ravenna (Comitato in Difesa della Costituzione, Comitato per la Legalità e la Democrazia, Libertà e Giustizia, Circolo di Ravenna, Circolo Matelda di Legambiente di Ravenna)
45) Circolo Decrescita Felice – Bari
46) Forum Cittadini del Mondo R.A. – Grosseto
47) Fondazione Capta Onlus
48) Laboratorio Altre Vicenze
49) Associazione Liberacittadinanza
50) Associazione Gruppo Amici del Verde Padova
51) Società cooperativa Il Volo
52) Comitato No Grandi Navi - Laguna Bene Comune
53) Associazione Teramo 3.0
54) Avaaz.org – Il mondo in azione
55) Associazione Karakteria
56) Fondazione Univerde
57) Onda Rosa – Viggiano
58) Associazione Progetto X – Progetto di democrazia federale
59) Unione Mediterranea Calabria
60) Circolo culturale Chaikhana – Roseto degli Abruzzi
61) Comitato No Centrale a biomasse di Sorbo San Basile
62) Associazione Armonia degli Opposti – Giulianova
63) Associazione Cova Contro
64) Comitato Unmurocontroilpetrolio
65) Comitato No Trivellazioni nella Valle del Belìce
66) ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente – Potenza
67) Assemblea permanente NoTrivVulture
68) Associazione AmbienteVenezia
69) Libera – Basilicata
70) Comitato No trivellazioni ad Offida
71) Comitato No alle trivelle nel Piceno
72) Coordinamento Irpino No Triv
73) Azione Civile – Abruzzo
74) FAI – Marche
75) Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio
76) Comitato Diritto alla Città – Rovigo
77) Coordinamento Volontariato Piceno di Protezione Civile
78) Laboratorio per Viggiano
79) Italia Nostra – Lanciano
80) Italia Nostra – Abruzzo
81) RASPA – Rete Associazioni Sibaritide e Pollino per l’Autotutela
82) Italia Nostra del Vastese
83) Italia Nostra – Giulianova
84) Open Puglia
85) Associazione AltraPolis
86) Associazione Città Plurale – Matera
87) Comitato No Gasaran Sergnano
88) Giuristi Democratici per la difesa della Costituzione – Verona
89) WWF – Val d’Agri
90) Terra Nuova Edizioni
91) Comitato No al Progetto Eleonora
92) Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori – Lazio
93) Lega Nazionale Antipredazione
94) Comitato per la Tutela del Mare del Gargano
95) Rete No Triv Gargano
96) Comitato Tutela Porto Miggiano
97) Movimento ambientalista di tutela del Gargano
98) No Triv Trani
99) Brindisi Bene Comune
100) A.B.A.P. – Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi
101) ARCI Puglia
102) Gargano Libero
105) Contramianto e altri rischi Onlus – Taranto
106) Comitato No Triv San Giovanni Rotondo
107) Movimento Manisporche
108) Rete della Conoscenza Puglia
109) Associazione studentesca Link – Bari
110) Unione degli Studenti Puglia
111) Comitato Stop TTIP Puglia
112) 1.000 x Taranto
113) No Triv Taranto
114) ArtisTA’ Taranto
115) Gruppo Ripalta Area Protetta
116) Movimento TRANI#ACAPO
117) Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori – Provincia di Bari
118) Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori – Valle d’Itria
119) Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori – Monopoli
120) Comitato “Parco Lama Belvedere”
121) Associazione Terra d’Egnazia
122) Associazione NaturalMente
123) Risorgimento socialista
124) Comitato Costa Libera – Monopoli
125) ANPI – sez. “Alfredo Grifone” di Chieti
126) Gruppo archeologico garganico “Silvio Ferri”
127) Centro Studi “Giuseppe Martella” – Peschici
128) Fairwatch
129) Associazione culturale Demos
130) Istituto EcoAmbientale

La sottoscrizione resta aperta. Coloro che volessero aderire a questa iniziativa collettiva, possono inoltrare la loro richiesta mediante posta elettronica all’indirizzo email del Coordinamento Nazionale No Triv: info@notriv.com
  
Roma, 2 settembre 2015


*****


LETTERA SOTTOSCRITTA



Preg.mo Presidente
REGIONE SICILIANA
presidente@certmail.regione.sicilia.it
segreteria.generale@certmail.regione.sicilia.it

Preg.mo Presidente
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
protocollo.ars@pcert.postecert.it

Preg.mo Presidente
REGIONE CALABRIA
presidente@pec.regione.calabria.it
capogabinettopresidenza@pec.regione.calabria.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE CALABRIA
consiglioregionale@pec.consrc.it

Preg.mo Presidente
REGIONE BASILICATA
presidenza.giunta@cert.regione.basilicata.it
ufficio.rappresentanza.roma@cert.regione.basilicata.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE BASILICATA
cr-basilicata@cert.regione.basilicata.it

Preg.mo Presidente
REGIONE PUGLIA
presidente.regione@pec.rupar.puglia.it
capogabinetto.presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE PUGLIA
protocollo@pec.consiglio.puglia.it

Preg.mo Presidente
REGIONE CAMPANIA
ufficio.roma@pec.regione.campania.it
capo.gab@pec.regione.campania.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE CAMPANIA
settore.segreteriagenerale@consiglio.regione.campania.legalmail.it
Preg.mo Presidente

REGIONE MOLISE
segreteria.presidenza@cert.regione.molise.it
mogavero.mariolga@cert.regione.molise.it
regionemolise@pec.regione.molise.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE MOLISE
consiglioregionalemolise@cert.regione.molise.it

Preg.mo Presidente
REGIONE ABRUZZO
presidenza@pec.regione.abruzzo.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE ABRUZZO
protocollo@pec.crabruzzo.it

Preg.mo Presidente
REGIONE MARCHE
regione.marche.protocollogiunta@emarche.it
gabinettopresidente.regione.marche@emarche.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE MARCHE
assemblea.marche@emarche.it

Preg.mo Presidente
REGIONE EMILIA ROMAGNA
PEIGiunta@postacert.regione.emilia-romagna.it
ufficiodiroma@postacert.regione.emilia-romagna.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE EMILIA ROMAGNA
PEIAssemblea@postacert.regione.emilia-romagna.it

Preg.mo Presidente
REGIONE LOMBARDIA
presidenza@pec.regione.lombardia.it
delegazione_roma@pec.regione.lombardia.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE LOMBARDIA
protocollo.generale@pec.consiglio.regione.lombardia.it
  
Preg.mo Presidente
REGIONE PIEMONTE
gabinettopresidenza-giunta@cert.regione.piemonte.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE PIEMONTE
dir.segreteriagen@cert.cr.piemonte.it

Preg.mo Presidente
REGIONE VENETO
protocollo.generale@pec.regione.veneto.it
statoregioni@pecveneto.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE VENETO
protocollo@consiglioveneto.legalmail.it

Preg.mo Presidente
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
uff.gab.roma@certgov.fvg.it
regione.friuliveneziagiulia@certregione.fvg.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
consiglio@certregione.fvg.it

Preg.mo Presidente
REGIONE SARDEGNA
presidenza@pec.regione.sardegna.it
pres.affarireg.naz@pec.regione.sardegna.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE SARDEGNA
consiglioregionale@pec.crsardegna.it

Preg.mo Presidente
REGIONE LAZIO
protocollo@regione.lazio.legalmail.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE LAZIO
segreteriagenerale@cert.consreglazio.it

Preg.mo Presidente
REGIONE UMBRIA
regione.giunta@postacert.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE UMBRIA
cons.reg.umbria@arubapec.it

Preg.mo Presidente
REGIONE TOSCANA
regionetoscana@postacert.toscana.it 

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE TOSCANA
consiglioregionale@postacert.toscana.it



Preg.mo Presidente
REGIONE LIGURIA
protocollo@pec.regione.liguria.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE LIGURIA
protocollo@pec.regione.liguria.it

Preg.mo Presidente
REGIONE VAL D'AOSTA
presidenza@regione.vda.it

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE VAL D'AOSTA
consiglio.regione.vda@cert.legalmail.it.

Preg.mo Presidente
REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE
presidente@pec.regione.taa.it 

Preg.mo Presidente Consiglio Regionale
REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE
consiglio@pec.consiglio.regione.taa.it

Trasmessa via PEC


Oggetto:
sollecito richiesta deliberazione Consigli regionali proreferendum abrogativo dell’art. 35, comma 1, decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (“Decreto Sviluppo”), convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (G.U. n. 187, 11 agosto 2012 – Suppl. Ordinario n. 171)


*****


Il 6 luglio scorso, con una nota trasmessa a mezzo posta elettronica certificata ai Governatori e ai Presidenti delle Assemblee di tutte le Regioni, il Coordinamento Nazionale No Triv e l’Associazione A Sud rappresentavano la necessità che i Consigli regionali procedessero a stretto giro all’approvazione di apposito atto deliberativo, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e nel rispetto del procedimento disciplinato dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, per formalizzare, entro il termine ultimo del 30 settembre, la richiesta di referendum abrogativo di parte dell’art. 35, comma 1, del “Decreto Sviluppo”. Tale articolo, infatti, nell’introdurre il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi entro il limite delle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno alle aree marine e costiere protette, faceva, tuttavia,salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi”, con ciò consentendo il riavvio dei procedimenti per l’innanzi interrotti dal d.lgs. n. 128 del 2010.

Il 27 luglio venivainoltre lanciata su AVAAZ.org una petizione a sostegno della richiesta rivolta ai Presidenti delle Regioni e dei Consigli regionali: a sostegno dell’opzione referendaria, oltre alle manifestazioni di consenso e di solidarietà da parte di associazioni, comitati, partiti e di numerose personalità del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, risultano pervenute ad oggi 73.693 firme.

Nella nota del 6 luglio scorso si rammentava come fossero in corso ben 25 procedimenti ricadenti tutti entro le 12 miglia marine e che a breve si sarebbero conclusi con il rilascio dei corrispondenti titoli minerari (permessi di ricerca, concessione di coltivazione oppure titolo concessorio unico – che ricomprende ad un tempo la “fase di ricerca” e la “fase di coltivazione” – qualora le società petrolifere interessate avessero richiesto la conversione dei procedimenti in itinere nei nuovi procedimenti disciplinati dal Decreto “Sblocca Italia”).

Il dato dei 25 procedimenti in corso era stato frutto di semplice elaborazione di dati ufficiali resi dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

A distanza di poco più di un mese dalla nota del 6 luglio scorso, ci vediamo nostro malgrado costretti a rivedere in peius quel dato e ciò per effetto di quanto emerso a seguito di un attento esame del carteggio relativo alle istanze di prospezione nel Mare Adriatico “d 1 B.P.-SP” e “d 1 F.P.-SP” sulla cui compatibilità ambientale si sono pronunciati i competenti organi del Ministero dell’Ambiente con decreto del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del 3 giugno 2015, avverso cui la Provincia di Teramo ed alcuni Comuni abruzzesi e marchigiani hanno depositato ricorso al TAR Lazio lo scorso 7 agosto.

Dopo approfondito esame della documentazioneSpectrum Geo, dallaquale è emerso che le aree interessate dalle istanze“d 1 B.P.-SP” e “d 1 F.P.-SP” si collocano anche entro le 12 miglia marine e, in qualche caso, entro le 5 miglia marine dalle linee di costa, possiamo affermare con certezza che terminata la fase di prospezione degli idrocarburi da parte della Spectrum Geo, il Ministero per lo Sviluppo Economico potrà rilasciare ulteriori concessioni di coltivazione. Ragion per cui i progetti petroliferi ricadenti entro le 12 miglia marine saranno in numero superiore a 25.
Particolarmente colpite dalle attività di ricerca che la società Spectrum svolgerà entro le 5 e le 12 miglia marine risultano essere: il Molise (le Isole Tremiti e Termoli), l’Abruzzo (Vasto, San Vito Chietino, Ortona, Francavilla al Mare), soprattutto la Regione Marche (Pedaso, Cupra Marittima, Senigallia, Fano) e la Puglia (in special modo Otranto).

Del 7 agosto 2015 è anche la pubblicazione del decreto di compatibilità ambientale del progetto di coltivazione Ombrina Mare per il quale il soggetto proponente ha richiesto al MISE la conversione del titolo di ricerca già vigente in “titolo concessorio unico”, concepito dallo Sblocca Italia per con­sen­tire, ad un tempo, la ricerca e l’estrazione.
E così sarà anche per tutti i progetti che, interferenti con il limite delle 12 miglia marine, a breve seguiranno a Ombrina Mare in misura doppia a quella in un primo tempo prevista.

Gli sviluppi delle vicende Spectrum Geo ed Ombrina Mare sono successivi all’incontro di Termoli del 24 luglio 2015 (presenti le Regioni
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Puglia e Molise) nel corso del quale è risultata preminente la via del dialogo con il Governo (“La posizione di confronto, per le Regioni, rimane prioritaria, anche se le stesse sono pronte a valutare la praticabilità, quale estrema ratio, di tutti gli strumenti previsti dall’Ordinamento”).
Al summit di Termoli ha fatto seguito, cinque giorni più tardi, un secondo incontro tra il Sottosegretario Vicari ed i Governatori delle Regioni Puglia e Basilicata, e con l’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria, nel corso del quale, come riferisce il MISE,i rappresentanti delle Regioni hanno manifestato la loro contrarietà all’avvio delle attività di prospezione e ricerca offshore nello Ionio e nell’Adriatico in quanto contraddittorie rispetto alle politiche avviate dalle stesse Regioni, chiedendo al Governo una moratoria di questi programmi. Il sottosegretario Vicari, ascoltate le posizioni delle Regioni, si è impegnata ad approfondire questi temi con il ministro Federica Guidi e con la presidenza del Consiglio annunciando un nuovo incontro con le Regioni da convocare entro la prossima settimana”.
In mancanza di chiarezza, o comunque se non si trova un'intesa, i consigli regionali che lo riterranno - queste le parole del Presidente della Regione Puglia - potranno avviare, come previsto dalla Costituzione, la procedura del referendum contro le norme che consentono le trivellazioni".
Ad oggi, anche se del secondo incontro tra Regioni e MISE non è dato sapere, si ha notizia certa, invece, delle dichiarazioni rese alla stampa il 7 agosto scorso dal Sottosegretario Vicari secondo la quale "Bene ha fatto Renzi a ricordare che non esiste alcuna autorizzazione da parte dello Sblocca Italia alle trivelle. Confondere scientemente le attività di ricerca con le attività estrattive significa prestare il fianco alla demagogia: mi auguro che parole del Presidente del Consiglio mettano fine alle strumentalizzazioni politiche che hanno caratterizzato il dibattito in questi giorni”.

Le affermazioni del Presidente del Consiglio e del Sottosegretario Vicari sono indicative di un chiaro e netto orientamento dell’Esecutivo che certamente non sarà sfuggito ai massimi rappresentanti delle Regioni.

Per tutte queste ragioni (aumento del numero dei procedimenti autorizzatori per progetti di estrazione/coltivazione offshore entro il limite delle 12 miglia marine dalle linee di costa; stato di avanzamento degli stessi che arriveranno a definizione a stretto giro e, comunque, non oltre 180 giorni dalla richiesta di conversione del titolo di ricerca in “titolo concessorio unico” previsto dallo Sblocca Italia; indirizzo del Governo in materia di produzione nazionale di idrocarburi), ricorsi amministrativi a parte, l’abrogazione referendaria dell’art. 35, comma 1, del Decreto Sviluppo riveste oggi caratteri di urgenza, priorità ed indifferibilità.

In ragione, dunque, della inderogabile necessità di celebrare il referendum non oltre il 2016, chiediamo nuovamente a codesta Regione di voler deliberare, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e nel rispetto del procedimento disciplinato dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, la promozione di un referendum abrogativo delle seguenti disposizioni dell’art. 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (“Decreto Sviluppo”), come convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134:


procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo  29 giugno 2010 n. 128  ed  i  procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonché l’efficacia dei

alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attività di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell’ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi. Le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo, fatte salve le attività di cui all’articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.

Alleghiamo una breve illustrazione della proposta referendaria.

Distinti Saluti.
Sottoscrivono la presente richiesta:






Breve illustrazione della proposta referandaria


In giallo le disposizioni che potrebbero essere sottoposte ad abrogazione referendaria; in azzurro i numeri inseriti per agevolare il riferimento alle singole parti dell’articolo.

Una abrogazione totale dell’art. 35 non sarebbe possibile e comunque neppure auspicabile, giacché, quand’anche possibile, abrogandolo interamente si andrebbe ad abrogare anche il divieto di ricerca e di estrazione del gas e del petrolio entro le dodici miglia marine [1].
Da eliminare sarebbe, invece, la previsione della non applicabilità del divieto ai procedimenti amministrativi in corsoalla data di entrata in vigore del decreto legislativo29 giugno 2010 n. 128, destinati a concludersi con il rilascio del titolo minerario [2]. D’altra parte, l’art. 35 è intervenuto proprio al fine di rimuovere tale divieto, introdotto con il d.lgs. n. 128/2010 a seguito del disastro petrolifero del Golfo del Messico.
Al fine di rispettare la “matrice razionalmente unitaria” del quesito, da sottoporre a referendum – con unico quesito, si intende – sarebbe anche la disposizione del n. [3], in quanto la particolare disciplina della valutazione di impatto ambientale risulta collegata alla disposizione sui procedimenti in corso: se dall’abrogazione referendaria discende il divieto dei procedimenti in corso, anche la disciplina della valutazione di impatto ambientale va, infatti, eliminata, poiché, diversamente, la disposizione resterebbe priva di efficacia.
L’abrogazione non potrebbe, invece, riguardare i titoli abilitativi già rilasciati, in quanto, in questo caso e diversamente dall’abrogazione della previsione legislativa sui procedimenti in corso, la Corte dichiarerebbe certamente l’inammissibilità del quesito, stante il limite della tutela del legittimo affidamento che la discrezionalità del legislatore (e quindi anche della proposta referendaria) incontra.
Anche le disposizioni dell’ultima parte dell’art. 35 non potrebbero essere sottoposte ad abrogazione, poiché:
1) la disposizione del n. [4]incontrerebbe il limite della non reviviscenza della norma abrogata;
2) la disposizione del n. [5]incontrerebbe il limite delle «leggi tributarie», secondo l’interpretazione che ne dà la Corte costituzionale.

*****

Decreto sviluppo (D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con l. 7 agosto 2012, n. 134)

Art. 35 - Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

1.[1] L’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3  aprile  2006, n. 152, è sostituito dal seguente: “17. Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in  virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea e internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della  legge 9 gennaio 1991, n. 9. [2] Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo  29 giugno 2010 n. 128  ed  i  procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonché l’efficacia dei titoli abilitativi già rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attività di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell’ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi. [3] Le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo, fatte salve le attività di cui all’articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.[4] Dall’entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma è abrogato il comma 81 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i titolari delle concessioni di coltivazione in mare sono tenuti a corrispondere annualmente l’aliquota di prodotto di cui all’articolo 19, comma 1 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, elevata dal 7% al 10% per il gas e dal 4% al 7% per l’olio. [5] Il titolare unico o contitolare di ciascuna concessione è tenuto a versare le somme corrispondenti al valore dell’incremento dell’aliquota ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere interamente riassegnate, in parti uguali, ad appositi capitoli istituiti nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello sviluppo economico, per assicurare il pieno svolgimento rispettivamente delle azioni di monitoraggio e contrasto dell’inquinamento marino e delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare”.






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