sabato 6 giugno 2015

NO TRIV. Dietro front del governo. Il senato ritira il comma sull'air gun dal disegno di legge sugli ecoreati.

NO TRIV.
La Camera ha approvato la soppressione dell'articolo sul divieto dell'air gun, il contestato sistema di ricerca del petrolio nel sottosuolo marino che consiste nello sparare "cannonate" d'aria in grado di ispezionare i fondali attraverso la risposta dell'onda riflessa dal sottosuolo.



Montecitorio, con 283 voti favorevoli e 160 contrari, ha dato parere positivo a tre emendamenti identici al ddl ecoreati.

Ora il provvedimento, inevitabilmente passa al Senato.

L’air gun, contestato dagli ambientalisti per i danni causati dalle perturbazioni acustiche agli animali investiti dall’onda d’aria, principalmente balene, calamari giganti, delfini e tartarughe marine, ora sarà dunque permesso.

Le associazioni Libera e Legambiente in una nota scrivono: "Era la volta buona ma a pochi metri dal traguardo il governo cambia idea e, dopo tante rassicurazioni e prese di posizione pubbliche da parte di diversi ministri, sostiene l'emendamento per togliere subito il comma sull'air gun dal disegno di legge sugli ecoreati e lo rispedisce al Senato dove rischia l'affossamento".
 
Inoltre il ddl intende introdurre cinque eco-reati:
×          inquinamento ambientale,
×          disastro ambientale,
×          delitti colposi contro l’ambiente,
×          traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività e
×          materiale a radiazioni ionizzanti.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo in Aula alla Camera sulla discussione sul ddl ecoreati ha commentato:
 “Un tema così serio non si affronta così… è emerso a sorpresa un emendamento che qualcuno ha chiamato ‘polpetta avvelenata': io voglio escludere le cattive intenzioni di chi lo ha proposto.
Ma quell’emendamento è del tutto eterogeneo rispetto all’impostazione, non solo era difforme ed estraneo rispetto alla materia fino a quel momento trattata, ma era anche per tecnica normativa decisamente di qualità inferiore all’impianto e all’insieme delle norme contenute nel provvedimento”.
 “ho usato grandissima cautela per trivellazioni”, sia nel mio lavoro di ministro dell’Ambiente che nella discussione del provvedimento, ma era chiaro che “doveva esserci un raccordo serio con la normativa europea e valutare come intervenire non mettendo in pericolo la possibilità di effettuare attività di ricerca”.

I dati del Ministero dello Sviluppo Economico relativi alle riserve certe di petrolio presenti nei fondali marini italiani, dimostrano un'assoluta irrilevanza ai fini dell'indipendenza energetica:
si tratta infatti di poco meno di 10 milioni di tonnellate di greggio, un quantitativo in gioco ridicolo che, stando ai dati sui consumi nazionali (59 milioni di tonnellate consumate in Italia nel 2013), sarebbe sufficiente a garantire il nostro fabbisogno energetico per sole 8 settimane. Le compagnie petrolifere interessate all'uso dell'air gun e che hanno presentato istanze di permesso di prospezione e di ricerca sono in totale 17, di cui 12 straniere (5 britanniche, 3 australiane, 2 norvegesi, 1 irlandese, 1 statunitense).

webgrafia: 
foto:
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garganistan 2015

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